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L'opinione-di_Articolo-06 - Damiano Frasson Gruemp

Pensieri e comportamenti pericolosi come un “Virus”

Damiano Frasson
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In questo articolo voglio appositamente evitare di fare dei ragionamenti articolati, con riferimenti scientifici come ho fatto in alcuni articoli precedenti; voglio utilizzare una modalità appositamente provocativa, come forse già dal titolo metaforico si intuisce.

A cavallo del passaggio di millennio siamo stati travolti dalla paura del “Millennium Bug”: la prima forma di previsione apocalittica basata su tecnologie; pareva che si sarebbe bloccato il mondo e che tutto si sarebbe spento improvvisamente. Ok, eravamo tutti più inesperti di tecnologie, di informatica, di web e in un certo senso la maggior parte di noi era preoccupata, poi in realtà andò tutto piuttosto bene. 

Una trilogia cinematografica e fantascientifica come Matrix, assieme ad altri famosissimi film del secolo scorso, erano stati interessanti moniti proponendo metafore illuminanti sul futuro che ci stavamo costruendo.

Sono millenni che, fin dal libro di Giovanni conosciuto come il libro dell’Apocalisse (libro della Bibbia del Nuovo Testamento), l’umanità si diletta tramite veggenti, filosofi, profeti, falsi maghi, ideologi, catastrofisti vari, nel prevedere forme varie di fine del mondo. L’esercizio di esorcizzare la paura della morte è insito nella storia dell’umanità fin dalla notte dei tempi.

Ora la faccenda che appare ormai evidente è questa: fin dall’origine dell’uomo sulla terra (c.ca 150 milioni di anni fa) a nessun essere umano è mai piaciuta l’idea di morire e men che meno di farlo per motivi infausti o imprevisti che esulino dal decorso naturale del degrado o deperimento fisico. Tutto ciò che è similarmente vicino alla percezione di fine produce un senso di paura e di consapevolezza che siamo esseri definiti, quantomeno qui sulla terra e fisicamente intendendo. Per nostra fortuna e bravura nell’esserne interpreti sorreggono l’umanità intera nella vita quotidiana un’infinità di questioni pratiche, fisiche, biologiche, antropologiche, storiche, sociali, culturali, economiche, spirituali, religiose.

Siamo ancora qui sul pianeta grazie alla natura che ci ospita e alla nostra scienza, al progresso, al nostro intelletto e alla grandezza di uomini e donne che paragonati all’intelligenza media di oggi sembrano veramente venuti da un altro mondo (scienziati, filosofi, medici, artisti, inventori, statisti); persone tra l’altro in gran parte originari della nostra Europa o comunque vissuti in questa zona del mondo mediterraneo.

I virus sono presenti da sempre sul pianeta assieme a batteri e un sacco di altre forme di vita, molte a noi direttamente invisibili e alcune forse ancora sconosciute se pensiamo alle profondità degli abissi oceanici. 

Considerazioni:

  • Se ci colpisce un Virus per il quale non abbiamo ancora un vaccino rischiamo la nostra salute se non la vita.
  • Dobbiamo avere la massima cautela per salvaguardare l’incolumità dei più fragili, degli anziani, degli ammalati gravi, dei più deboli, degli immunodepressi e di tutti noi comunque.
  • Non possiamo rischiare di andare tutti in terapia intensiva nel giro di poco tempo.
  • Alcuni politici, certi media e altri poteri finanziari più o meno “occulti” o “forti” che dir si voglia, stanno cavalcando la tigre del problema per i loro specifici fini. 

Però … cari lettori, io spero che ognuno di noi singolarmente prenda atto consapevolmente, come i fatti dimostrano, che il pericolo numero uno nel nostro pianeta “siamo noi esseri umani quando ci comportiamo da inconsapevoli, egoisti, autoreferenziali, individualisti”.

Ormai siamo diventati tutti noi come un virus per il nostro pianeta, e siamo anche molto più grandi e ben più visibili del Covid19 o di altri virus. Quando agiamo solo secondo i nostri istinti e da incoscienti non sembriamo più “persone” nel senso più alto, etico e profondo del termine. 
Quando rispondiamo al principio “vita mia, morte tua” oppure quando adottiamo idee malsane, pensieri negativi, quando infrangiamo con superficialità regole importanti di vita sociale e civile, quando commettiamo azioni disdicevoli o violente contro noi stessi e gli altri, quando abbiamo comportamenti dissennati contro gli altri e contro la natura noi esseri umani contribuiamo a distruggere noi stessi, l’umanità intera e il pianeta. 

Non voglio esprimere una visione pessimistica, infatti penso che alla fine prevarrà il buon senso perché anche i multimilionari, le multinazionali, i grandi finanziari, persino i delinquenti e malavitosi, senza esseri umani sul pianeta rischiano di affogare senza pace, come Zio Paperone di tanto in tanto affoga tra i suoi infiniti dobloni d’oro. Penso infatti che questo cataclisma sanitario stia rendendo un po’ più coscienti anche gli incoscienti più incalliti a tutti i livelli… almeno lo voglio sperare.

Allora mi chiedo:

  • Perché molte persone vanno in panico per un virus con mortalità del 3% circa e non si riguardano dall’eccesso di alcool, dal fumo e dall’uso di droghe? 
  • Perché tantissimi si spaventano all’inverosimile di previsioni un po’ pessimistiche su certi problemi di salute e non prendono coscienza del proprio stile di vita migliorando abitudini e alimentazione? 
  • Perché non riescono ad assumere comportamenti civili, collaborativi e di buon senso anziché dedicarsi a conflitti, pratiche scorrette e delittuose, criminali, guerrafondaie? 

Io credo che ci siano molte risposte a queste domande; la peggiore è che la molla più forte per il cambiamento di un essere umano è la Paura dell’inevitabile. Una risposta più articolata è che purtroppo spesso siamo vittime e produttori noi stessi di altri “virus di pensiero e comportamento”, non meno pericolosi del Covid-19; provo ad elencarne qualcuno:

1° Virus: l’essere umano si è ammalato del cosiddetto “delirio di onnipotenza”, dell’idea di poter controllare la vita e la morte sul pianeta. Già una canzone di F.Guccini cantò alla fine degli anni 70’, primi anni 80’ la canzone “Dio è morto!”.

2° Virus: sembra sempre di più che sia morta non soltanto l’idea di Dio, ma anche l’idea del Padre, il significato di paternità (forse anche in conseguenza della morte di Dio), il senso di rispetto delle regole, del limite del confine che in realtà è indispensabile per definire proprio l’essere dal non essere, per definire il materiale dall’immateriale.

3° Virus: l’essere umano ha sempre maggiori difficoltà a sostenere la velocità di vita che ha creato e sta perdendo quindi l’abilità di gestire le proprie emozioni, sta perdendo il contatto con la sua parte razionale e agisce più incline all’istinto di sopravvivenza secondo il principio naturale “pesce grande mangia pesce piccolo”. 

4° Virus: per le difficoltà emozionali conseguentemente relazionali che si è creato, l’umano diventa indisciplinato a 360° senza essere consapevole delle conseguenze dei suoi comportamenti su sé stesso e sugli altri. 

5° Virus: troppe persone si sono illuse di poter bastare a sé e rispetto alle esigenze degli altri pensano: “Me ne frego e me ne sbatto di te”. Troppi vivono di sregolatezza e trasgressione senza considerare minimamente le conseguenze dei propri comportamenti su se stessi e sugli altri.

6° Virus: mancando in gran parte di una conoscenza sistemica o olistica che dir si voglia, non tiene conto delle ripercussioni globali dei suoi comportamenti che producono poi effetti anche a lungo termine.

7° Virus: pian piano si è persa una forma di Eticità, di capacità di riconoscere ciò che è buono da ciò che non lo è, ciò che è positivo e benevolo da ciò che non lo è, ciò che è utile da ciò che è dannoso per sé e per gli altri.

8° Virus: sembra ormai obsoleto e inutile un senso di rispetto e di riconoscimento. Sono andate in disuso parole come: grazie, prego, scusami, mi dispiace, non volevo, come avessimo perso una forma di consapevolezza dell’essere causa dei nostri comportamenti. Non serve scomodare il senso di colpa, se pur a volte utile, basterebbe saper riconoscere i propri errori e rimediare ad essi in qualche modo.

9° Virus: sembra fuori dal mondo chi parla, esprime o persegue valori come l’amore, l’altruismo, la disponibilità, la condivisione, la collaborazione salvo poi appellarsi a questi quando rischiamo tutti di affogare e ci troviamo in forte difficoltà di fronte alle insidie della vita.

10° Virus: la cultura dei mercati e le rappresentazioni digitali della socialità sembrano aver creato nelle persone l’idea di un giustificato egoismo edonista ed esibizionista, come forma necessaria di sopravvivenza. Siamo ossessionati dal voler vivere in spazi virtuali, situazioni digitali, perdendo di vista un senso più ampio e costruttivo di comunità, di gruppo, di collettività, di condivisione interpersonale.

Anche in questo caso concludo con un aforisma di Esopo: “Più piccola è la mente, più grande è la presunzione”.

Ad un prossimo articolo con qualche suggerimento che spero sia utile a qualcuno.

Dott. Damiano Frasson
Formatore, Consulente, Coach GRUEMP

11 thoughts on “Pensieri e comportamenti pericolosi come un “Virus”

    1. Grazie Cinzia per il tuo costante interesse, mi fa piacere anche anche questo articolo ti sia piaciuto. Buon proseguimento per tutto

  1. Condivido totalmente e sottoscrivo. Vivere e praticare sani valori fa bene a se se stessi e a tutti. Avere una “ cassetta degli attrezzi” con validi strumenti formativi, come quelli che fornite voi da tanti anni, aiuta certamente ad affrontare meglio la realtà di tutti i giorni, specie in questi momenti complicati da tanti Virus. Grazie x gli utili spunti di riflessione. Con rinnovata stima, saluto tutti , con l’augurio di buon lavoro e tanta salute. Danilo

    1. Grazie mille a te Danilo per la totale sintonia. Proprio in questo momento storico sarebbe importantissimo, per non dire fondamentale che le persone riuscissero a dotarsi di una “cassetta degli attrezzi” valida ed efficace, perchè l’oggi è molto impegnativo e pericoloso, il futuro ampiamente incerto. Buona vita, un caro saluto

    1. Grazie caro Gianco, cerco di esserlo il più possibile perchè credo che alcuni messaggi su cui riflettere, se si rendono troppo complessi rischiano di perdere impatto e quindi efficacia. Un abbraccio a te e Sara

  2. UN MESSAGGIO CHE BISOGNEREBBE RENDERLO PUBBLICO,CHIARISCE MOLTI PUNTI COMPORTAMENTALI DELL’INDIVIDUO IN QUESTO PARTICOLARE MOMENTO.
    SARà DA LEGGERE E RILEGGERE
    GRAZIE DAMIANO COME SEMPRE CHIARO E DIRETTO

    1. Grazie Cesarina per l’approvazione e l’interesse. Per farlo circolare, puoi condividerlo sulla tua pagina FB e stimolare anche altri a farlo. Un abbraccio

  3. Bella riflessione,
    complimenti, la Natura ci sta dando una bella lezione di vita, potremmo fare un bel salto di qualità evolutiva come esseri viventi, ma credo sarà difficile, ci sono troppe differenze sociali, il virus ha un po’ portato tutti sullo stesso piano, e secondo me potrebbe aver fatto molto più bene di quello che crediamo, chi lo sa, passato questo anno sicuramente difficile, magari sarà un mondo migliore e più equilibrato, una cosa sicura è che apprezzeremo di più le piccole cose e certi gesti che davamo per scontato 😉

    1. Sono in sintonia con il tuo pensiero Emanuele, speriamo questa grande emergenza possa aver creato dei nuovi presupposti per qualche miglioramento individuale e collettivo, ognuno può e deve fare la sua parte per prendere spunto e stimolo su diversi aspetti che riemergono nella loro importanza. Nel prossimo articolo provo a dare qualche spunto sui cosa potremmo imparare da questo grande imprevisto. Grazie per avermi letto. Buona vita, un caro saluto

  4. Bella riflessione,
    complimenti, la Natura ci sta dando una bella lezione di vita, potremmo fare un bel salto di qualità evolutiva come esseri viventi, ma credo sarà difficile, ci sono troppe differenze sociali, il virus ha un po’ portato tutti sullo stesso piano, e secondo me potrebbe aver fatto molto più bene di quello che crediamo, chi lo sa, passato questo anno sicuramente difficile, magari sarà un mondo migliore e più equilibrato, una cosa sicura è che apprezzeremo di più le piccole cose e certi gesti che davamo per scontato 😉

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