Nel 1999 le Nazioni Unite hanno scelto la data del 25 novembre per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno della violenza sulle donne. Questa data è stata scelta in ricordo dell’assassinio delle tre sorelle Mirabal, avvenuto nel 1969 nella Repubblica Dominicana durante il regime di Trujillo. Anche il nostro “Bel Paese” è vittima di queste crudeli vicende e oggi molte organizzazioni, enti, associazioni si muovo costantemente e concretamente per dare un reale contributo a questo orrendo scenario, che vede donne aggredite, maltrattate, picchiate. Sentiamo parlare tutti i giorni anche di casi di Femminicidio e, come riporta l’ANSA, negli ultimi 12 mesi sono 152 le donne uccise in Italia. Fortunatamente l’8% in meno rispetto allo scorso anno, ma i numeri fanno ancora paura.
Solo da pochi anni la violenza alle donne è diventato un tema di dibattito pubblico, si comincia a prlarne in ambito politico, si sta facendo ricerca, progetti di sensibilizzazione e formazione. Purtroppo la realtà ci conferma che vittime e aggressori appartengono a tutte le classi sociali, sia che vivano in posti industrializzati, sia in città e paesi ancora in via di sviluppo.
Ma attenzione perchè di violenze ce ne sono di tanti tipi e non parliamo solo di violenza fisica; la cosiddetta violenza domestica di cui tanto si parla, avviene nelle famiglie o a volte tra le amicizie, con maltrattamenti fisici, minacce, atteggiamenti di persecuzione, percosse, abusi sessuali, femminicidi e così via. Ma questi avvenimenti avvengono anche nel mondo del lavoro, con minacce e abusi; donne costrette a subire ricatti per non perdere un posto di lavoro oppure semplicemente per paura di ritorsioni. Di esempi se ne potrebbero fare a centinaia ma il nostro scopo in questo articolo è un’altro.
Sensibilizzare è una cosa fondamentale che invitaimo tutti quanti a farlo, come noi stessi stiamo facendo, ma purtroppo non basta da sola per aiutare le donne vittime di tutto ciò, quando in loro entra in gioco la paura e il terrore hanno bisogno di un aiuto reale e concreto.
“La Paura ti spaventa, ti attanaglia lo stomaco quando la senti vicina, ti blocca le caviglie proprio quando vorresti fuggire via, ti immobilizza e non ti resta altro che fermarti.
<<Ascoltami>> dice la paura <<ho qualcosa da dirti.>>
Ma tu non vuoi ascoltarla, senti il dolore che ti fa e ti divincoli con la speranza che lei molli. Ma lei non molla e quando ad un certo punto cominci a sentire la stanchezza, le energie diminuiscono. Allora tu, rassegnata la ascolti e capisci che è lei la prima a volere andare via da te”.
Ci vuole coraggio, forza di reagire, ma quando una donna subisce violenze e abusi si sente sola ad affrontare tutto, in balia degli eventi, imprigionata dalla paura e dalla vergogna. Ecco perchè è importante capire e imparare a gestire la paura; trovare il coraggio dentro di noi di trasformare la paura in energia. La formazione e lo sviluppo personale possono contribuire a rinforzare gli aspetti più fragili, più vulnerabili di sé. Si può imparare a sfruttare la paura per farla diventare uno strumento di crescita e di evoluzione, mettendosi in gioco e trasformare questi aspetti negativi in opportunità di cambiamento e crescita. Accettare la paura è il primo passo per poterla superare, essere consapevoli di avere una paura e quindi comprenderla, cioè prenderla dentro di noi. Bisogna poi però imparare a prendere il controllo delle nostre emozioni, anche le più negative, conoscerle, sentire cosa ci vogliono dire. Così si potrà sentire il reale desiderio di cambiare polarità e muoversi verso il raggiungimento di nuove prospettive di vita con migliori relazioni e quindi con un migliore benessere.
Stiamo vicini con amore alle donne che amiamo, facciamole sentire importanti e indispensabili. Senza la donna non c’è vita, tutti abbiamo avuto una mamma.
Se conosciamo donne con questo tipo di difficoltà, non lasciamole sole, aiutamole a tornare a vivere e a riprendersi la loro dignità.
Per concludere vogliamo dedicarvi una bellissima canzone di Fiorella Mannoia – IO NON HO PAURA
