La Commissione Europea ha proclamato il 2023 come Anno delle competenze per dare un chiaro segnale e un impulso sul necessario orientamento da dare alle politiche formative e manageriali del futuro delle imprese Europee. L’aggiornamento delle competenze necessarie per affrontare e vincere le sfide in corso non è una priorità e un problema solo per l’Italia, ma è una questione che riguarda tutti i paesi dell’unione in misura diversa, visti i diversi livelli di istruzione e competenze professionali dei diversi lavoratori europei.
Da molti studi e previsioni emerge che entro il 2030 almeno l’80% delle persone adulte dovranno possedere le competenze tecnologiche basilari. Inoltre, si stima che 20 milioni di professionisti saranno impiegati nelle ICT – le tecnologie dell’informazione della comunicazione. Emerge sempre più evidente quindi la necessità di sviluppare nuove skills per permettere ai lavoratori di riuscire ad interfacciarsi con i nuovi sistemi tecnologici e a rispondere alle richieste del mercato. Secondo alcuni studi, pare che il 50% degli impiegati dovrà riqualificarsi sia per rimanere nel proprio settore sia eventualmente per cambiarlo.
Apparentemente sembra essere una questione tecnica e gli apprendimenti necessari sembrerebbero essere esclusivamente digitali o dell’ambito tecnologico, ma non sarà così.
Saranno infatti proprio le altre competenze denominate trasversali, personali, soft skills, esistenziali … a rivestire un ruolo centrale e fondamentale proprio per supportare tutti gli altri apprendimenti tecnici necessari e le relative competenze da sviluppare.
Vale la pena chiedersi, quindi, quali sono le qualità o soft skills che bisogna sviluppare per affrontare e vincere questa sfida? Ecco una breve e significativa lista
- pensiero analitico e innovazione;
- apprendimento e capacità di ascolto attivo;
- capacità di risolvere problemi;
- capacità di analisi;
- creatività e spirito d’Iniziativa;
- uso appropriato di tecnologie;
- progettazione e programmazione;
- gestione del tempo, dello stress e flessibilità;
- capacità di collaborare e lavorare in Team sia in presenza che a distanza;
- Leadership e automotivazione;
- Consapevolezza e intelligenza emotiva
Possiamo intendere questo tipo di competenze anche secondo diversi raggruppamenti che dipendono da diverse nomenclature e classificazioni possibili in base al focus operativo che vogliamo considerare.
Una macro categorizzazione che senz’altro può essere utile è al seguente:
- Competenze dell’area del sé e delle relazioni sociali
- Competenze dell’area organizzativo manageriale
- Competenze dell’area Motivazionale o realizzativa
Le aziende, gli imprenditori e i manager dovranno tenere molto in considerazione tutto ciò per selezionare, inserire, gestire e formare il capitale umano più utile al proprio progetto aziendale, ma anche i lavoratori giovani e meno giovani dovranno attrezzarsi investendo anche direttamente su questa loro formazione umana e professionale; saper fare questo permetterà a tutti di cogliere le grandi opportunità delle transizioni digitale, energetica e socio economica che sono già in atto.