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L'opinione di Articolo 07 Damiano Frasson Gruemp

Cosa stiamo imparando da questa esperienza imprevista?

Damiano Frasson
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Come forse saprà chi mi legge, sono un formatore con trentennale esperienza in percorsi di crescita e sviluppo personale, sono esperto di soft skills e formazione esperienziale; per questo motivo guardo a questo infausto e improvviso evento del CoVid 19 anche in un’ottica professionale che me ne fa intravedere moltissimi aspetti formativi. Come ho già scritto in articoli precedenti a questo, la situazione che stiamo vivendo è diventata una grande esperienza collettiva che ci accomuna tutti, che tutti abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo con le nostre vite personali e lavorative; perciò da un punto di vista pedagogico, educativo e formativo essa riveste una grande importanza e assume il senso di una grande opportunità da saper cogliere. 

La teoria dell’andragogia, sviluppata da Malcom Knowles, nel suo libro «L’arte e la scienza per aiutare l’adulto ad apprendere», ci spiega come il bisogno di conoscenza, il fattore dell’esperienza diretta, le motivazioni personali, la volontà di autonomia, l’esigenza di essere più competenti, l’orientamento verso la vita reale e concreta, siano fondamentali per l’apprendimento delle persone adulte. In questo senso possiamo considerare questo evento imprevisto collettivo come un grande corso di formazione per adulti, e non solo, della durata di alcune settimane o alcuni mesi. 

In linea con un corso di formazione più tipicamente strutturato ma che si basi sul dare opportunità alle persone di allenarsi e approfondire specifici concetti e apprendimenti, anche questa esperienza, seppure molto diversa nelle finalità e in un sacco di altre cose, si è strutturata in diverse fasi che hanno attivato alcuni “passaggi formativi” utili al nostro apprendimento quali:

  • verifica preventiva del livello di consapevolezza, delle aspettative e dei bisogni delle persone;
  • azioni di prevenzione e preparazione graduale all’esperienza da condividere;
  • indicazioni su regole utili da rispettare per il buon funzionamento dell’esperienza;
  • motivazione sul valore dell’esperienza che le persone andranno a vivere;
  • definizione di un obbiettivo da raggiungere che accomuni tutte le persone;
  • comunicazione di informazioni su nuove conoscenze;
  • proposte di contenuti e situazioni esercitative per apprendere meglio;
  • momenti di confronto e condivisione individuali e di gruppo;
  • stimoli provenienti dalle scienze come medicina, biologia, psicologia, altre scienze umanistiche o tecniche);
  • altri stimoli di supporto provenienti da contesti artistico culturali quali musica, video, film, libri, altri;
  • essere guidati e supportati durante l’esperienza da persone esperte sul tema proposto;
  • progettazione in itinere delle fasi formative in base al susseguirsi degli eventi e alle reazioni delle persone;
  • mantenimento della motivazione all’apprendimento da parte di chi guida l’esperienza;
  • verifica in itinere del grado di apprendimento delle persone;
  • verifica finale del livello di soddisfazione e degli apprendimenti fatti durante l’esperienza;
  • proposta di attività di miglioramento e potenziamento post esperienza per mantenere vivi gli apprendimenti fatti;
  • valutazione delle ricadute nei vari ambiti di vita, conseguenti all’applicazione di quanto appreso da parte delle persone.

Con questi step si struttura anche un corso di formazione per adulti di qualità, che abbia al centro anche l’esperienza del partecipante in formazione e non soltanto gli argomenti, le competenze da sviluppare o i formatori che guidano l’esperienza. Parallelamente possiamo pensarci come cittadini coinvolti nostro malgrado in questa esperienza emergenziale dalla quale abbiamo avuto la possibilità di apprendere diverse cose.

Cosa era possibile imparare durante l’esperienza Emergenziale CoVid19 che stiamo vivendo: 

  • Serve avere un Approccio sistemico per saper interpretare e gestire la realtà che viviamo.
  • Le regole di convivenza civile sono fondamentali e possono anche salvare la vita. 
  • Le Relazioni personali e famigliari ancor di più, sono fondamentali. 
  • Possiamo vivere bene anche con meno di ciò che in certe condizioni diventa “superfluo”. 
  • Saper avere autocontrollo e consapevolezza sviluppa l’intelligenza emotiva.
  • Siamo un’umanità fragile, molto intelligenti ma meno potenti della natura e del caos. 
  • Le tecnologie possono aiutarci molto ma sono ancora molto limitate nell’aiutarci a risolvere questioni tipicamente umane.
  • Vivere senza fare prevenzione dei rischi e non conservando imprevisti è un errore grave di prospettiva a tutti i livelli. 
  • Per uscire da un grande problema serve l’impegno di tutti.
  • La condivisione e il gruppo sono una forza molto più potente del singolo individuo.
  • I nostri vicini di casa possono essere anche degli amici.
  • Accompagnare i propri figli nell’istruzione è un valore educativo fondamentale che non si può delegare soltanto alla scuola e ai docenti.
  • La sanità italiana ha valori, competenze, medici e operatori d’eccellenza e va preservata.
  • Quando ci si trova spalle al muro tutti imparano a gestire il cambiamento, ma quando si cambia solo perché costretti dagli eventi il prezzo da pagare è altissimo.
  • Per ottenere un risultato eccellente serve dare una prestazione straordinaria.
  • Non sempre si può correre alla velocità che vorremmo, bisogna anche saper rallentare e se serve fermarsi per riflettere sul senso, sulle modalità e sull’obbiettivo della nostra corsa.
  • La natura rimette in ordine, secondo le sue regole, ciò che l’umanità tende a disordinare.
  • La cultura, l’istruzione, la formazione e la competenza sono fondamentali per creare uno sviluppo equilibrato di una famiglia, di un’azienda, di un’organizzazione, di una città, di una nazione.
  • Le tecnologie e la scienza se utilizzate per il bene comune possono migliorare la qualità della nostra vita e del lavoro.
  • Ciò che si crede di dover fare in presenza a volte si può fare anche meglio a distanza. 
  • Ciò che si crede di poter fare a distanza è invece indispensabile farlo in presenza.
  • Se per un tempo prolungato togliamo ad un essere umano un abbraccio e il contatto fisico questo inizierà a non riconoscere più la sua identità e il suo posto nel mondo.
  • Il denaro è diventato una risorsa centrale indispensabile nella vita delle persone, ma se proseguono le esagerate disuguaglianze sociali create da politiche malsane che non favoriscono una migliore distribuzione dello stesso, i guai seri rischiano di essere soltanto all’inizio. È fondamentale per ogni persona comprendere qual è il suo “livello di soglia minima” che gli permetta di vivere con serenità, dignità e onestà, così potrà anche ambire ad ottenere di più.
  • La salute è un bene primario ma bisogna imparare a prendersene cura sempre, evitando abusi alimentari, utilizzo di droghe, fumo e altri comportamenti palesemente dannosi per il benessere psico-fisico.
  • Non tutte le persone sembrano o appaiono competenti in televisione o nei media, poi lo sono veramente nella loro pratica professionale.
  • Spesso sono le persone più umili e competenti che agendo fuori dai riflettori si danno da fare per togliere le castagne dal fuoco e per risolvere problemi di cui altri dibattono soltanto. 
  • Quando si pensa che un problema sia quasi risolto, bisogna iniziare ad occuparsi delle conseguenze che il problema ha creato. 
  • Gli effetti generati dal problema principale possono essere anche più lunghi e complessi da gestire del problema stesso. 
  • Perché una persona in difficoltà possa ricevere un aiuto concreto, serve che anche chi ha il problema si attivi e si impegni per fare la propria parte.
  • Prima o poi il tempo delle chiacchere lascia spazio ai fatti ed è sui fatti che si misurano le persone e le decisioni.
  • Ecc…

Chissà quanti altri aspetti saranno stati appresi o riconfermati nella loro importanza da ognuno di voi nel vivere questa emergenza che non è ancora finita. Ognuno può apprendere in base alla propria condizione personale e lavorativa e quindi anche in base al proprio punto di vista. Mi piacerebbe che qualche lettore di questo articolo condividesse nei commenti eventuali altri aspetti che ha appreso da questa esperienza, ancora in corso. 

In conclusione ecco un aforisma che trovo significativo: “Non preoccuparti se non sai qualcosa, preoccupati piuttosto se non vuoi più imparare” (antico detto Zen).

Ad un prossimo articolo con qualche suggerimento che spero sia utile a qualcuno.

dott. Damiano Frasson
Formatore, Consulente, Coach GRUEMP

4 thoughts on “Cosa stiamo imparando da questa esperienza imprevista?

  1. Credo che la velocità o la lentezza dell’accettazione di questo evento traumatico sia stato un parametro da considerare, perché più si è stati lenti , più si sono attaccate emozioni negative come paure e rabbia . Più si è reagito velocemente più ci si è orientati a trovare soluzioni

    1. Ciao Marco, ottima questa tua considerazione, può essere come dici. Dobbiamo tenere conto anche del fatto che ogni persona ha dei diversi tempi di reazione, comprensione, elaborazione, apprendimento, ma certamente rimanere per troppo tempo sulla resistenza al cambiamento o non accettazione può favorire la frustrazione, l’aumento del disagio e l’ingenerarsi di emozioni negative che ostacolano una presa di coscienza e uno sviluppo propositivo. Grazie per il tuo contributo

  2. Questa esperienza di isolamento ha lasciato a me un senso di vuoto,una riflessione l’ho fatta quando non potevo abbracciare i miei nipoti,mi mancava l’abbraccio dei miei figli,gli amici.il significato dell’abbraccio come condivisione.
    Il merito di un percorso ormai ventennale e l’acquisizione di molto strumenti mi ha aiutato ad essere concreta e determinata.
    Un grazie gruemp che ancora una volta mi ha stimolata ad un cambiamento che in questo momento è stato doveroso.

    1. Posso comprendere bene Cesarina questa tua riflessione, molto corretta. Credo ci possiamo ritrovare in molti su questa “mancanza” di cui sentiamo un grande bisogno. Il contatto umano quando è positivo, amorevole, condiviso e aperto è salutare e benefico per il nostro essere psicofisico. Dobbiamo stare molto attenti e impegnarci per recuperare le abituali spontanee modalità, con la giusta attenzione, dobbiamo evitare che il distanziamento sociale diventi l’alibi per accentuare distanze e favorire conflitti tra le persone. Grazie Cesarina per il tuo contributo, un caro saluto

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