Experiential Learning

Può la formazione contribuire alla costruzione di una cultura partecipativa?
Può la formazione riuscire ad aiutare l'adulto ad uscire da un'ottica egocentrata limitante?
Può la formazione aiutare le persone ad essere consapevoli della dinamica individuo-gruppo?
Può la formazione riuscire a motivare una persona o un gruppo facendo leva sull'esperienza stessa?
Può la formazione facilitare un apprendimento profondo e duraturo nelle persone?
A tutte queste domande e ad altre possiamo rispondere SI !

La formazione esperienziale può essere strutturata e vissuta in ambienti indoor (aula) ma può prendere anche le forme più ampie di una formazione outdoor (all'aria aperta).
In realtà ogni volta che ci muoviamo in un contesto di formazione al di fuori dei nostri normali ambienti di vita e di lavoro siamo sempre in situazione outdoor.


Le attività formative di experiential learning o outdoor prevedono una permanenza fuori dal proprio ambiente di riferimento per più di qualche giorno. Almeno 2 perché si crei un clima emotivo adatto a motivare i partecipanti al conseguimento di obiettivi-motivazionali sfidanti, da 3 a 5 quando le finalità sono quelle di favorire un effettivo cambiamento di atteggiamento delle persone, attivando tutte le risorse cognitivo emozionali del partecipante più utili a tale scopo.

Per favorire l'esperienzialità, la concentrazione e l'apprendimento spesso si scelgono strutture alberghiere: un orario full-immersion, con lavoro anche serale, può incrementare i risultati ottenibili favorendo la sperimentazione e quindi il conseguente allenamento a gestire situazioni stressanti.

Abitualmente le persone oppongono molte resistenze al cambiamento, difendendo ad oltranza i loro schemi e il loro linguaggio verbale e non verbale rifugiandosi in cosiddette "zone di confort" bloccando però, di fatto, il loro sviluppo e la loro crescita.

 

In queste esperienze formative il "gruppo stesso" è fattore essenziale per l'apprendimento. Nel corso delle attività, i partecipanti rivalutano la propria realtà con altri schemi, condividono posizioni e comportamenti anche problematici, comprendono le esigenze altrui, favoriscono l'integrazione reciproca, si orientano verso l'interfunzionalità e lo sviluppo di capacità relazionali.


Le esercitazioni si sviluppano creando "piccole o grandi" sfide dove entra in gioco l'autostima come elemento motivazionale. L' autostima però rimane sempre protetta all'interno di un processo formativo con un obiettivo specifico, il far riflettere sull'esperienza e sugli elementi personali e di gruppo che hanno orientato le dinamiche del processo formativo in corso.

 

L'approccio esperienziale induce i partecipanti a vivere una realtà semplicemente diversa dall'abituale o similare caratterizzata da alcuni aspetti:

  • non è in gioco - quindi non è in pericolo - la personale capacità tecnico professionale, la propria preparazione culturale o scolastica,
  • le situazioni vissute sono "metafore" che permettono la "scoperta" e l'apprendimento,
  • si riesce a favorire l'accettazione del rischio,
  • un errore riconquista il significato formativo necessario per l'apprendimento,
  • i partecipanti si collocano ad un livello paritario anche se con ruoli o vissuti diversi,
  • il coinvolgimento emozionale è forte,
  • l'attenzione di ogni partecipante non può essere centrata solo su se stessi ma anche sugli altri membri del gruppo,
  • il processo di sviluppo dell'individuo non termina con l'ingresso dell'individuo nell'età adulta.

 

Una più ampia crescita si ottiene, riconoscendo e mettendo in discussione il più possibile i propri stili: cognitivi, affettivi, relazionali e comportamentali che sono alla base della vita di ogni individuo.